LA BIODANZA

La musica, associata al movimento, può avere effetti benefici sulla salute fisica e mentale. Il primo a parlarne fu Carl Gustav Jung, il padre della psicologia analitica, che inserì la danza tra le discipline utili come psicoterapia.

La biodanza è stata fondata negli anni ’70 dallo psicologo e antropologo cileno Rolando Ioro: dall’America latina si è poi rapidamente diffusa anche in Italia ed Europa.

Letteralmente vuol dire danza della vita (da bios, che significa vita, e danza, movimento integrato) ed è un percorso di approfondimento della conoscenza di sé attraverso la musica e il movimento, finalizzato all’auto-accettazione.

Nei primi anni di applicazione venne utilizzata soltanto su persone psicotiche o che soffrivano di una seria forma di depressione: la danza ha contribuito ad attenuare molti dei sintomi legati ai loro disturbi. Col tempo è stata estesa anche alle persone “normali”, senza seri problemi psicologici, per aiutarle a combattere disturbi come ansia, stress, senso di solitudine.

La biodanza non è una tecnica in senso stretto: non insegna a danzare secondo i canoni classici, cioè attraverso regole, movimento predefiniti e imitazione dell’insegnante. Viene lasciato molto spazio alla libertà e alla creatività individuale di interpretare in maniera soggettiva la musica. La biodanza permette di esprimere la propria personalità e di far emergere le emozioni più profonde e inconsce: aiuta a sciogliere le tensioni accumulate e a scarica i sentimenti repressi, con un benefico effetto su mente e corpo.

Il sistema nervoso autonomo, cioè quello che garantisce le funzionalità involontarie dell’organismo, si distingue in simpatico e parasimpatico: il primo stimola cuore, polmoni e arterie, prepara il corpo all’attività fisica, il secondo governa tutte le funzioni vitali che accompagnano il riposo (diminuisce la frequenza dei battiti cardiaci quando si sta per dormire).

La biodanza, attraverso appositi esercizi, agisce riequilibrando queste due componenti del sistema nervoso autonomo, che in genere è sbilanciato verso l’azione simpatica (anche se, in alcuni casi, può essere il contrario). La colpa è di come si vive, dei ritmi frenetici e spesso esasperati che stimolano eccessivamente l’attività del cervello, sia di giorno sia di notte. Una delle conseguenze è l’alterazione del delicato rapporto sonno-veglia che provoca l’aumento delle persone che soffrono di insonnia.

I benefici per il fisico:

àMigliore coordinazione: facilita la coordinazione motoria e l’orientamento spaziale poiché si impara a sincronizzare in maniera soggettiva e creativa i propri movimenti con la musica.

àPiù sangue ai muscoli: producendo un maggiore afflusso di sangue ai capillari e ai tessuti muscolari, migliora i tempi di reazione neuromuscolare.

àBio-ritmo regolato: favorisce l’equilibrio fisiologico dell’organismo nel suo delicato rapporto attività-riposo, che spesso viene compromesso a causa di una vita eccessivamente movimentata.

àGesti naturali: aiuta a recuperare la naturalezza della propria gestualità; si impara gradualmente a non trattenere più i movimenti, come normalmente avviene a causa della pressione sociale che ci circonda.

àMaggiore comprensione di sé: insegna ad ascoltare il proprio organismo, a recuperare il piacere della stimolazione sensoriale, a riconoscere il linguaggio non verbale del proprio e dell’altrui corpo.

I vantaggi per la psiche:

àCombatte l’ansia: contribuisce a combattere stress, angoscia e depressione che, se croniche, possono generare ipertensione arteriosa, ulcera gastrica, impotenza sessuale, insonnia, poiché si impara a seguire i propri ritmi fisiologici.

àLibera le emozioni: può aiutare a sciogliere nodi irrisolti della propria personalità, in quanto attraverso stimoli sensoriali piacevoli si rielaborano blocchi emotivi. Tra questi, quelli della sfera affettiva e sessuale, derivanti in alcuni casi dalla cultura di appartenenza o dall’educazione ricevuta in famiglia, alla base di malessere psicologico.

àAccresce l’autostima: aiuta a riconoscere il senso profondo del proprio valore, in quanto nelle sessioni ciascuno è chiamato a essere se stesso, al riparo da paure e ansie da prestazione, da cui derivano l’accettazione di sé e il rispetto degli altri.

àStimola la creatività: contribuisce alla riscoperta delle personali attitudini artistiche, presenti in ciascun essere umano ma bloccate dalle condizioni esterne.

àSviluppa le capacità relazionali: favorisce l’apertura agli altri grazie all’intimità che si crea durante gli incontri; può aiutare a riconoscere i rapporti che non giovano al proprio benessere psichico (come quelli con persone che pretendono di dirci sempre quello che dobbiamo fare) e a sostituirli con relazioni più sane.

È consigliabile partecipare a un incontro settimanale, della durata di un paio d’ore, frequentato da una quarantina di persone al massimo. Nella prima parte l’insegnante propone una sequenza di passi di danze ritmiche, per stimolare il sistema nervoso simpatico. Gli esercizi diventano gradualmente più lenti: inizia la seconda fase dell’incontro, durante la quale vengono in genere proposti balli più fluidi, con movimenti lenti, eseguiti sotto una luce soffusa e meno intensa, per preparare al riposo.

Molti di questi esercizi vengono eseguiti in coppia o in piccoli gruppi, perché nella biodanza la dimensione relazionale e di condivisione delle emozioni è di fondamentale importanza. Il contatto fra corpi (che si manifesta t4ramite carezze e abbracci) assume un ruolo centrale, capace di far cadere molte delle barriere imposte dalla società dell’immagine e delle distanze da rispettare che, in alcuni casi, bloccano il lineare sviluppo psicologico della persona.

Affinché ci possano essere risultati apprezzabili, la biodanza richiede tempo: si tratta di un percorso graduale da adatto a chiunque, sia uomini sia donne, si può cominciare a qualsiasi età. In Italia l’età media è di 30-40 anni, ma ci sono anche molti anziani e giovanissimi che la praticano.

Negli ultimi anni si è avviata anche qualche esperienza di biodanza in azienda, con seminari finalizzati al miglioramento dell’ambiente di lavoro e delle relazioni fra colleghi, mentre sempre più diffuse sono le “biovacanze” (felice connubio tra posti molto belli dal punto di vista naturalistico e biodanza, alla quale viene in genere riservata una sessione giornaliera, solitamente verso l’ora del tramonto).

Per info:

www.biodanzaitalia.it (è possibile trovare indirizzi e recapiti telefonici delle scuole d’Italia, divise per regione)

www.biodanzaonline.it

LA BIODANZAultima modifica: 2012-07-21T12:25:54+00:00da bracca82
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