GAMBE SENZA RIPOSO

La sindrome delle gambe senza riposo (Restless legs syndrome o Rls) è un disturbo del sistema nervoso. Chi ne soffre non corre rischi, a parte passare notti agitate, se non in bianco.

Tra le cause scatenanti ci sarebbe un’alterazione del sistema dopaminergico, quello che regola il rilascio di dopamina. È una sostanza prodotta dall’organismo che facilita la trasmissione dei segnali tra le varie cellule che controllano i movimenti e che svolge un ruolo importante nei meccanismi che regolano il sonno, il tono dell’umore e il senso dell’equilibrio. Nelle persone con Rls, la dopamina non funziona bene e durante il riposo invia segnali di movimento alle gambe.

Fastidio, formicolio, smania, agitazione, bruciore, nervi che “tirano”, prurito interno. Così chi soffre di Rls descrive quel fastidio alle gambe, che colpisce di sera e si accentua quando è il momento di andare a letto e l’unico desiderio, spesso inesaurito, sarebbe quello di addormentarsi subito.

Non è una malattia, ma un insieme di sintomi, colpisce con maggior frequenza le donne, soprattutto tra i 40 e i 50 anni. Possono soffrirne più componenti della famiglia e si può accompagnare ad anemia, diabete o carenza di vitamine.

Nelle persone predisposte può essere provocata o peggiorata da certi farmaci, come quelli antinausea o gli antidepressivi.

Il medico diagnostica la Rls quando sono presenti insieme 4 condizioni.

1)      Il desiderio impellente di muovere le gambe quando si è seduti o distesi, associato o provocato da fastidio, formicolio e alterazione della sensibilità. Queste spiacevoli sensazioni si avvertono al polpaccio e, più raramente, a piede e coscia.

2)      L’aumento dei sintomi quando si sta fermi, seduti, anche se non si assumono posizione sbagliate o scomode. Non solo a letto, ma anche viaggiando in macchina, in aereo o in treno, al cinema o a teatro.

3)      I disturbi scompaiono o si riducono muovendosi, camminando o massaggiando le gambe. Il sollievo termina quando si interrompe l’attività fisica o il massaggio. Con il tempo, anche questi rimedi perdono efficacia.

4)      I sintomi si intensificano intorno a mezzanotte, per ridursi nelle prime ore del mattino, ciò è dovuto alle variazioni cicliche della quantità di dopamina presente nell’organismo.

Per assicurarsi un sonno più tranquillo, basterebbe seguire poche elementari regole:

– andare a dormire e svegliarsi sempre alla solita ora;

usare la camera da letto soltanto per dormire;

fare un po’ di movimento durante il giorno;

non mangiare troppo alla sera, soprattutto se è tardi;

evitare i sonnellini pomeridiani prolungati (al massimo 20 minuti).

Difficoltà ad addormentarsi e a mantenere il sonno sono gli effetti negativi provocati dalla Rls, ma anche dall’insonnia. Nella diagnosi, il medico può facilmente confondere i due disturbi. Anche le conseguenze spesso coincidono con quelle di una notte passata a occhi aperti: è provato che, con il tempo, un sonno poco regolare influisce sull’umore e sul benessere generale, causando stanchezza durante il giorno, problemi di concentrazione e irritabilità, che favoriscono la comparsa di stati d’ansia e di depressione. Anche chi dorme a fianco di una persona che soffre di Rls non riposa tranquillamente: durante il sonno, le gambe si muovono spesso.

Prima di ricorrere ai farmaci, si possono ridurre i sintomi della sindrome Rls con uno stile di vita sano:

limitare il consumo di bevande alcoliche e il fumo;

ridurre la quantità di cioccolata e di bevande contenenti caffeina (caffè, tè e cola): alcune persone le prendono perché danno un senso di sollievo. In realtà questi alimenti tendono soltanto a ritardare l’insorgenza dei sintomi, che poi si presentano con un’intensità maggiore;

se si avverte la necessità di muovere le gambe, bisogna assecondare questa esigenza; meglio alzarsi dal letto e fare quattro passi, piuttosto che rigirarsi fino all’alba;

eseguire qualche esercizio di rilassamento, di training autogeno e di yoga per rilassarsi prima di andare a dormire.

Il primo passo per scegliere la cura più adeguata è capire da quali fattori dipende il disturbo. A volte è la conseguenza di altre malattie o stati di malessere.

·         Se la sindrome compare durante la gravidanza (soprattutto negli ultimi tre mesi), è molto probabile che sparisca spontaneamente dopo il parto.

·         In presenza di anemia (una riduzione del numero dei globuli rossi presenti nel sangue oppure una diminuzione della quantità di emoglobina presente al loro interno) può essere necessario ricorrere all’assunzione di ferro o sotto forma di farmaci, oppure mangiando cibi che ne contengano molto, come fegato,l tuorlo, germe di grano, vegetali verdi, legumi e cereali contenuti nel pane, nella pasta e nelle patate.

·         Chi soffre di diabete deve curare la sindrome con la dieta, facendo movimento e con i farmaci appositi.

·         Se la causa è la carenza di vitamine, il medico le può prescrivere.

Se il problema non è la conseguenza di altre malattie, si parla di forma primaria. In questo caso, sono utili i farmaci dopamino-agonisti, un gruppo di principi attivi in grado di fornire all’organismo quantità supplementari di dopamina. Il pramipexolo è l’unico farmaco approvato per questo disturbo. Dopo un’attenta valutazione dell’intensità dei sintomi, il medico lo prescrive, cominciando con un dosaggio basso, che aumenterà progressivamente.

Il pramipexolo va preso una volta al giorno, un paio d’ore prima del momento in cui compaiono i sintomi. In genere il beneficio è immediato: fa effetto in circa mezzora. Se così non fosse, il dosaggio va aumentato.

Nel caso non si ottenesse alcuna risposta, neppure alla dose massima, consultare uno specialista, che assocerà al pramipexolo altre classi di farmaci, come le bensodiazepine o gli oppioidi.

Solo nei casi seri, specie dal punto di vista psicologico, la cura va affrontata con il sostegno di uno specialista.

GAMBE SENZA RIPOSOultima modifica: 2012-07-21T12:17:00+00:00da bracca82
Reposta per primo quest’articolo

Un pensiero su “GAMBE SENZA RIPOSO

Lascia un commento