VIRUS SESSUALI

Perdite e dolori alla pancia

 

La tricomoniasi è un’infezione genitale provocata dal tricomonas, un parassita microscopico. I suoi sintomi, fastidiosi e dolorosi, in genere si scatenano una settimana dopo il contagio.

I primi segnali sono un arrossamento nella zona intima e il bruciore ogni volta che si fa pipì. Poi si aggiungono delle perdite di colore giallo verdastro, prurito e anche dolori nella parte bassa e della pancia.

Se la malattia è in fase iniziale è sufficiente un trattamento locale con un ovulo a base di imidazolici per cinque sere. Quando i sintomi sono più intensi, il medico prescrive gli antibiotici. Il principio attivo si chiama metronidazolo e il farmaco va preso due volte al giorno per una settimana.

In qualche caso il contagio si trasmette anche per contatto con oggetti. Non sedersi mai nei bagni pubblici. E al mare o in piscina bisogna stendere sempre il proprio asciugamano sulla sedia a sdraio.

La cura va eseguita fino al termine anche se si comincia a sentirsi meglio prima che sia finita. Se trascurata, la tricomoniasi abbassa le difese immunitarie e rende vulnerabili anche gli altri virus.

Il prurito non fa dormire

 

Il responsabile delle candidosi è un fungo, la candide albicans, che vive normalmente nella vagina. Ma può moltiplicarsi quando si altera la flora batterica, come dopo una cura con antibiotici. L’infezione non si scatena solo con i rapporti sessuali. Se capita, dal contagio passano 10 giorni.

Il prurito è insopportabile e non dà tregua nemmeno di notte. Dopo qualche giorno compaiono anche delle perdite abbondanti biancastre, simili al latte cagliato.

La soluzione è un ovulo antimicotico a base di nistatina da mettere tutte le sere per una settimana. In alternativa si può usare la crema.

Per evitare che la candida si moltiplichi e scateni i disturbi, bisogna stare attenti a tutto ciò che può alterare la flora batterica, come tenere gli assorbenti interni per più di due ore o indossare slip sintetici.

Per chi non vuole usare gli ovuli, va bene anche la terapia per bocca. Le compresse si prendono due volte al giorno per 5 giorni.

Che male fare pipì

 

Il batterio che provoca la gonorrea è molto aggressivo: se non viene debellato può risalire fino alle ovaie e causare sterilità.

La prima spia è un dolore alla parte bassa della pancia. Poi arriva la stanchezza, brividi e la temperatura si alza intorno ai 37-37,5 gradi. Dopo un paio di giorni diventa doloroso fare pipì e si cominciano ad avere perdite biancastre, che hanno un odore sgradevole.

La cura è un’unica iniezione a un dosaggio molto elevato di antibiotico a base di amoxicillina.

La gonorrea si può trasmettere anche con il sesso orale: meglio usare il preservativo per ogni tipo di rapporto intimo.

Dopo l’iniezione è bene prendere un flacone al giorno di fermenti lattici per una settimana: così si evita che gli antibiotici provochino la candida.

Herpes intimo

 

Lo stesso virus che provoca la “febbre” sulle labbra, l’Herpes simplex, può causare anche l’herpes genitalis. È una tipica malattia a trasmissione sessuale che dà i primi disturbi dopo circa 15 giorni dal rapporto a rischio.

Comincia con bruciore e prurito nella zona dei genitali. Nel giro di qualche ora compaiono piccole vesciche unite a grappolo che in un paio di giorni “maturano” e si rompono. Poi si formano delle crosticine che durano anche due settimane.

L’unico farmaco veramente efficace è a base di aciclovir. Se l’Herpes è all’inizio è sufficiente applicare una crema sulla zona due volte al giorno per una settimana. Se la zona colpita è estesa, oppure se ci sono miglioramenti, si passa alla formulazione da prendere per bocca due volte al giorno per 10 giorni.

Quando il prurito è irresistibile è meglio prendere un farmaco antistaminico per calmarlo. Grattarsi potrebbe peggiorare le lesioni.

Ai primi sintomi conviene mettere subito sulla zona alcuni cubetti di ghiaccio; lo choc termico blocca l’infezione e così il fastidio si attenua.

Disturbi silenziosi

 

La clamidia è un’infezione sessuale di origine batterica che si manifesta dopo circa 20 giorni dal contagio e che va curata al più presto, perché in un caso su 10 può portare a sterilità.

La prima spia sono perdite biancastre, oppure rossastre perché contengono sangue. A volte si prova un lieve dolore alla parte bassa della pancia e i genitali esterni si infiammano.

La cura è sempre con un farmaco per bocca: si tratta di antibiotici a base di tetracicline da prendere due volte al giorno per due settimane.

A volte la clamidia non dà alcun disturbo. Se si hanno rapporti a rischio in vacanza, una volta tornate in città è bene fare subito l’esame per la ricerca del batterio. Basta un semplice tampone vaginale.

La parte è molto infiammata e si sente anche un forte prurito o del bruciore? La sera, prima di andare a dormire, si applica una crema a base di calendula.

Noduli e macchie rosa

 

La sifilide se viene scoperta subito (i primi segnali compaiono un mese dopo il contagio) si guarisce in fretta.

Nella zona intima compare un piccolo nodulo sottopelle. Sembra una pallina grande come l’unghia del mignolo, che non dà dolore e in 15 giorni si riassorbe. L’infezione avanza e dopo un paio di mesi sul corpo compaiono macchie rosa salmone. In questa fase ci si sente molto stanchi, con febbre e si perde peso.

Si guarisce con tre iniezioni di penicillina concentrate in sei giorni.

Se presa in gravidanza, la sifilide può provocare gravi danni al bambino.

È importante avvisare il medico se si è allergici alla penicillina: in tal caso l’alternativa è farsi prescrivere l’eritromicina. Ma in dosi decisamente più elevate.

 

 

VIRUS SESSUALIultima modifica: 2008-10-21T17:35:54+00:00da bracca82
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7 pensieri su “VIRUS SESSUALI

  1. Mi raccomando per informazioni rivolgersi al medico, io non lo sono, mi piace solo essere informata sui problemi di salute e le possibili soluzioni.
    Grazie per i complimenti mi fa piacere aiutare in qualche modo…
    Saluti

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