Musicoterapia

Spesso ci affidiamo alle note per ritrovare la calma, darsi la carica, sollevare l’umore.

 

La musica, oltre ad agire sullo stato d’animo, passa direttamente nell’organismo. Può essere utilizzata per alleviare situazioni di disagio e di ansia generalizzata. Ma anche per combattere insonnia e diversi disturbi di origine psicosomatica. O semplicemente contro stress e tensione.

 

Il primo livello della musicoterapia, quello istintivo e personale, possiamo praticarlo anche da sole e ci può aiutare nella vita di tutti i giorni. Per ottenere risultati più profondi, ci si deve rivolgere a un esperto. Non esiste una musica che sia, in assoluto e per tutti, più terapeutica di un’altra. Le reazioni di benessere o, al contrario, di fastidio all’ascolto di una certa melodia dipendono da più fattori. Il più importante è la nostra “storia musicale”. La stessa melodia può essere legata per te a un evento piacevole, come il primo bacio, e per un’altra persona a un evento doloroso.

 

La musicoterapia è una disciplina complessa. Cominciando dalla distinzione tra brani rilassanti ed euforizzanti. Se hanno un tempo compreso tra 70 e 100 cicli/min (si misurano col metronomo), simile alla frequenza del battito cardiaco in un adulto a riposo, hanno un effetto calmante; quelli con un ritmo superiore sono eccitanti.

 

Tutti noi tendiamo naturalmente ad adeguarci, con il battito cardiaco e con la respirazione, al ritmo che stiamo ascoltando. Lo facevamo nella pancia della mamma, quando a scandire il nostro tempo erano il suo cuore e il suo respiro.

 

La frequenza cardiaca è modificata in modo più significativo da musiche conosciute e familiari, rispetto ad altre di uguale tempo, ma mai ascoltate prima. Da ciò si intuisce quanto sia importante l’atteggiamento psicologico e affettivo per avere un effetto terapeutico.

 

Le onde sonore, le vibrazioni rilasciate dalle melodie, attraverso l’orecchio raggiungono la chiocciola, l’organo che ascolta; questo, ricevendo le vibrazioni, fa danzare in un liquido delle cellule, a forma di ciglia, che trasmettono impulsi al sistema nervoso. Così si inducono una serie di reazioni, emotive e fisiologiche.

 

È stato dimostrato che ascoltando una melodia rilassante in una seduta di musicoterapia l’organismo subisce alcuni cambiamenti. La frequenza del battito cardiaco e del respiro rallentano, la pressione arteriosa si regolarizza, il sistema endocrino si mette in moto, aumentando il rilascio di endorfine, gli ormoni del buonumore prodotti dal nostro organismo. Migliora la produzione di acetilcolina, che facilita il buon funzionamento della memoria e influisce sulla contrazione dei muscoli, riducendo le tensioni e migliorando la coordinazione. E di dopamina e noradrenalina, che regolano il tono dell’umore e stimolano l’apprendimento e l’attenzione e di serotonina, che favorisce il rilassamento, modula il nostro orologio interno e modula la sensazione di fame e di sonno.

 

Tra gli altri effetti c’è una riduzione degli ormoni legati allo stress (cortisolo e acido lattico) e l’aumento dell’attività dell’emisfero destro del cervello, responsabile dell’attività immaginativa e creativa.

 

Puoi praticarla anche da sola. Ti servirà per allentare le tensioni quotidiane, rilassarti o darti la carica, mentre per affrontare problemi più seri dovrai rivolgerti a un esperto. Inizia ricavando nella tua giornata almeno mezz’ora di calma assoluta. Resta in silenzio per qualche minuto. Una pausa priva di stimoli uditivi ti aiuta a predisporti al meglio alla musica. Abbassa le luci. La posizione più indicata è quella semisdraiata su una poltrona. Distendersi completamente prepara al sonno ed è consigliabile solo se soffri di insonnia. Capire che in questo caso la musica non ti servirà come sottofondo ad altre attività, ma sarà il tuo interesse principale. Per favorire la concentrazione usa il respiro: prima di accendere lo stereo fai dei respiri profondi, lenti, riempiendo la parte inferiore dei polmoni (metti una mano sulla pancia: devi sentire che si alza quando inspiri e si abbassa quando espiri). Procedendo con l’ascolto, il respiro si sintonizzerà spontaneamente sul tempo musicale.

 

Per amplificare gli effetti della musica prova a vederti sdraiata su una spiaggia, su un prato, ai piedi di un albero. Cerca di godere di questo momento di pace con tutti i sensi: percependo il contatto con la sabbia, l’erba o la terra, sentendo il calore del sole o la brezza sul corpo.

 

Un ciclo di sedute con un musicoterapeuta si chiama musicoterapia “ricettiva”: le sedute sono individuali, si lavora in un ambiente chiuso e le musiche sono scelte dall’esperto in base allo stato d’animo o al problema da affrontare.

 

In modo più attivo, cioè cantando o suonando, è musicoterapia “attiva”, si svolge in gruppo: si sceglie uno strumento musicale, si suona, si canta, a volte si danza insieme. La condivisione dell’esperienza e l’ascolto che ognuno dà all’altro sono già considerati curativi. È una disciplina efficace se vuoi accostarti alla musica senza ansia, per manifestare le tue emozioni e sfogare le tue tensioni.

 

Per ottenere dei risultati si consigliano almeno 10 incontri, a un costo di circa 40-60 euro. Ricorda che il terapeuta deve avere approfondite conoscenze musicali, competenze in ambito psicologico e psicopedagogico e avere conseguito un diploma in una scuola di formazione di musicoterapia.

 

La musicoterapia può essere una valida alternativa all’uso di sostanze anestetiche (che, anche se blande, non sono esenti da effetti collaterali) durante l’esecuzione di esami diagnostici in cui è richiesta la sedazione. L’effetto ha raggiungo, quando non superato, quello del cloralio idrato, un anestetico comunemente usato in pediatria.

 

La capacità della musica di lenire il dolore dopo un’operazione chirurgica è stata dimostrata. La musica ha un effetto di rilassamento, di distrazione e di riduzione del dolore percepito, al punto da consentire di limitare l’uso di analgesici.

 

Se vuoi perdere chili, segui una dieta, cammina tre volte alla settimana e ascolta la tua musica preferita. La musica fa pensare meno alla fatica e si è più motivati a continuare.

 

Per una lieve ansia: le musiche devono essere lente, con leggere inflessioni su un motivo semplice. Perfetti i canti gregoriani, che hanno il ritmo del respiro naturale, e brani New Age. Alcuni brani di Mozart sono molto indicati per il rilassamento: per esempio le sinfonie e i quartetti per archi K575, K589, K590; prova anche gli spirituals di Mahalia Jackson, grande cantante di gospel.

 

Per l’insonnia: sono indicate musiche rassicuranti, ripetitive, leggermente ipnotiche, senza picchi nell’ascolto che portano a tenere desta l’attenzione, come ninnananne e la musica di Enya.

 

Un classico che invita a chiudere gli occhi e a lasciarsi scivolare nel relax è l’Ave Maria di Shubert. Bene anche il Clavicembalo ben temperato di Johann S. Bach, nella magica versione di Glenn Gould, e Caetano Veloso.

 

Per la cefalea muscolo-tensiva: per questo tipo di mal di testa ascolta melodie dolci e armoniose, mai aggressive o con brusche variazioni di tono. Prova i samba di Toquinho e di Joao Gilberto.

 

Vuoi continuare la terapia? Ascolta questi tre dischi di musica contemporanea colta molto efficaci per rilassare mente e corpo: Alina, di Arvo Part; The Tao of Cello, di David Darling; Jesu’s Blood never failed me yet, di Gavin Bryars.

 

Per la stanchezza: il jazz coinvolgente di Miles Davis e Aretha Franklin invita a scuotersi. Se preferisci la musica classica, ascolta Wagner e Bolero di Maurice Ravel.

 

Il blues nasce come canto di rivolta, ma anche di forza e di felicità primordiale, perciò può trasmettere serenità e gioia di vivere. Curati con  B.B. King, John Lee Hooker, Bessie Smith.

 

Per la nausea da viaggio o gravidica: l’importante è riuscire a distrarsi dal pensiero del malessere che potrebbe arrivare. La musica pop, scelta a secondo dei gusti personali, suscita emozioni e crea un senso generale di benessere. E poi si può cantarla.

 

Cerca musiche facili da seguire e da cantare: bene i classici del pop, come Madonna, Robbie Williams, Elton John o Sting. Benissimo la musica italiana: da Baglioni a Venditti, da Mina a Cementano, basta che distolga il pensiero dalla nausea.

 

Arpa celtica: l’aspetto severo nasconde uno strumento abbastanza facile: spesso basta ascoltare un po’ di musica celtica ed esercitarsi per ottenere discreti risultati. È quasi impossibile stonare e il suono è intrigante. La cassa di risonanza vicina alla cassa toracica dà un emozionante senso di coinvolgimento. Il suono molto puro stimola, più di altri strumenti, alcune ghiandole endocrine nel cervello (ipofisi ed epifisi).

 

Strumenti a percussione

 

Tamburi, borghi, sonagli, piattini e maracas sono semplici da manipolare, hanno una potenza sonora notevole e permettono di creare strutture ritmiche e melodiche facilmente comprensibili da tutti. Spesso richiedono l’uso di entrambe le mani. Questo fa sì che i due emisferi del cervello si sincronizzino e si completino. Quasi sempre viene spontaneo accompagnare il suono con la voce e con il movimento.

 

Flauto dolce

 

Economico, facile da trasportare, fatto di un materiale caldo come il legno, il flauto dolce è uno strumento istintivo da imparare: anche se non si sa come utilizzarlo, viene voglia di provarci. Come la chitarra, si manipola con facilità. Il tipo di suono che agisce come un vero e proprio calmante del battito cardiaco. Per suonarlo si utilizza il fiato e quindi si guida e si tiene sotto controllo con la respirazione.

 

Musicoterapiaultima modifica: 2007-09-06T16:13:15+00:00da bracca82
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