Le gaffe

 

“Ho incontrato un’amica che non vedevo da un po’ e, indicando la pancetta un po’ prominente le ho chiesto: a quando il lieto evento? Dimenticando che mi aveva confidato la sua sterilità…”. Capita a tutti. Ma a qualcuno più frequentemente. Sono gli specialisti delle gaffe. Un’azione inopportuna che provoca disagio in chi la subisce e in chi la compie, mentre suscita ilarità in chi vi assiste. Cosa spinge persone come questa a pronunciare parole di cui si pentiranno amaramente?

 

“Ho detto a un’amica, che il marito aveva appena lasciato per la biondissima segretaria: ‘ Sai che in tv hanno detto che il 90% degli uomini stravede per le bionde?…” “Avrei voluto sprofondare”. Ne siamo certi? Spesso le gaffe sono quelli che Freud chiamava atti mancati, cioè il segno di un conflitto in atto tra l’intenzione cosciente e una pulsione inconscia di segno opposto. Probabilmente questa ragazza prova verso l’amica, a livello inconscio, un rancore o una rivalità che non vuole ammettere. Lo stesso può succedere con sentimenti di desiderio, di aspirazione, di crudeltà che, a livello conscio, riteniamo inaccettabili e che esprimiamo attraverso le gaffe, che in fondo sono imbarazzanti, ma socialmente accettabili.

 

“Fin da quanto ero piccola mi capita di dire cose inopportune, ma da bambina tutti ridevano, e mi sembrava una prodezza. Ora invece…” I comportamenti goffi possono dipendere da genitori che ‘premiavano’ il bambino gaffeur, che continuava a esserlo per avere consenso. O da genitori che hanno dato l’impressione che si trattasse di una goffaggine inevitabile, scoraggiando così la correzione. Se i genitori non hanno insegnato ai figli a esprimere i propri sentimenti e i propri vissuti, con tutte le loro sfumature e ambivalenze, mancherà la capacità di esprimere correttamente quello che si pensa. E, arrampicandosi di continuo, si finirà inevitabilmente per inciampare.

 

I lapsus si manifestano quando si è in preda all’ansia o si vive una forte tensione interiore. Capita a persone che pensano ad altro mentre parlano, non sintonizzate sulla situazione che stanno vivendo in quel momento, perché già proiettate verso ciò che dovranno fare dopo. Ma capita anche quando si è in ansia, quando si vuole a ogni costo evitare di farsi scappare una frase, un’informazione, quando si è emozionalmente coinvolti al massimo. Colpa della pressione emotiva, che quando si alza troppo trova questa via per allentare la presa.

 

Ci sono temi ricorrenti nelle vostre gaffe? Delle situazioni in cui avvengono più spesso? Analizzatele come fossero un rebus, chiedetevi se dietro di essi si cela la ricerca di un vantaggio, per esempio quello di risultare simpatica a ogni costo.

 

Troppo tardi, ormai l’avete detto… Fingere non serve a nulla. Assumetevi le vostre responsabilità e provate a chiedere scusa alla persona che avete ferito. Se le aprite il vostro cuore, il suo risentimento si attenuerà.

 

Parlare e ascoltare con calma, permette di gestire meglio le emozioni. Di entrare, nel corso della conversazione, in una relazione più autentica con l’altro. E di evitare così scivoloni.

 

Con il bambino, evitate di peggiorare le cose sottolineando la sua goffaggine, in quanto questo lo inchioderebbe a un ruolo da cui gli sarebbe difficile uscire. Aiutatelo a riflettere, ritrovare l’autostima e la fiducia in sé. Lasciatelo parlare del suo essere maldestro, per consentirgli di prendere le distanze. Se vi ha ferito, chiedetegli “Perché ti sei rivolto a me in quel modo?” “Cosa pensi veramente?” “Ti apprezzo maggiormente se sei sincero”. Analizzare il suo comportamento gli permetterà di metterlo a fuoco e di iniziare a cambiare. E anche voi, manifestate le vostre emozioni: spiegategli quali parole vi hanno ferito e perché. A quel punto, potrete sdrammatizzare e ridere insieme.

 

Le gaffeultima modifica: 2007-05-31T11:26:26+00:00da bracca82
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