La nonterapia

 

La nonterapia è la psicologia della felicità che usa arte, filosofia e tradizioni naturali come alternative non terapeutiche alla gestione dei disagi psicofisici. Per promuovere l’attitudine alla gioia è necessario smettere di rinnegare la parte “buia” dell’esistenza, rivalutando sentimenti come il dolore, la tristezza e la solitudine.

 

La chiave della felicità sta nel liberarsi dai condizionamenti delle convenzioni dominanti per percepire in modo creativo le proprie zone e i propri momenti d’ombra.

 

La nonterapia è la psicologia naturale dove on si usano categorie diagnostiche (concetti come “normale” o “anormale”, “sano” o “patologico”) per non imprigionare in gabbie rigide le potenzialità della psiche. Si lavora con il corpo, privilegiato ponte d’accesso all’inconscio, per fare emergere tutto il “negativo” (paure, malinconie, rabbia…) e accoglierlo sospendendo qualsiasi giudizio. L’obiettivo è la liberazione da tutto ciò che si dà per scontato e ci imprigiona in automatismi limitanti. Eseguiamo alcune pratiche di respirazione che servono per entrare in contatto con le nostre zone d’ombra e attraversarle fino a raggiungere l’estasi: un momento in cui stanchezza, dolore, tristezza scompaiono. Lasciando posto a un’intensa sensazione di piacere che ci fa sentire fusi con la totalità dell’Essere, senza più alcuna limitazione, senza nessun contrasto tra noi e gli altri, tra il nostro intimo e la realtà esterna. Chiudiamo gli occhi e iniziamo la respirazione del fuoco: due brevi inalazioni a narici dilatate e poi un’espirazione a bocca aperta. Poco dopo, il corpo inizia a seguire il ritmo del respiro. Percepiamo il lieve movimento tra collo e colonna, un dinoccolarsi della schiena che si fa violento fino a sbatterci avanti e indietro sulla sedia. Abbiamo paura di cadere. Ma soprattutto abbiamo paura di perderci in questo territorio che, dietro le palpebre chiuse, è illuminato da una luce dorata. Dove siamo? Non abbiate timore. I dolori che percepite, dal bruciore al naso al senso di soffocamento, sono la materializzazione delle vostre paure: incontratele e lasciatevi trasportare oltre. Il problema è che ci si sente confusi e, in questa percezione inusuale di se stessi, si cercano riferimenti solidi (e soliti) per non perdere il lume della comprensione. Bisogna invece fare il contrario: rinunciare a comprendere e lasciarsi andare fino a sciogliersi in questo magma energetico che ti fa sentire un po’ animale e un po’ demone in intimità orgasmica con la terra. Quando i fremiti si riducono ci sentiamo benissimo: sono spariti sia la stanchezza sia il malumore che ci trascinavamo da giorni. Al loro posto, c’è una gioia vibrante che si espande dall’addome a tutto il corpo, sotto forma di piacevole tepore.

 

Secondo la Nonterapia, l’arte è un potente mezzo contro il mal di vivere, perché consente di sviluppare un approccio “poetico” di tipo intuitivo che genera pensieri e soluzioni laterali, capaci di destrutturate il mondo delle opinioni preconcette e regalarci sentimenti di libertà e pienezza. Non tutti sono artisti, ma non importa. Anche scrivere una cartolina può essere creativo se ci mettiamo qualcosa di nostro. Per tirare fuori questa autenticità serve carattere o una delusione, una sfortuna che ci colpisce fra capo e collo. I problemi possono condurci alla felicità, perché aiutano a spazzare via i vecchi comportamenti. Usiamoli per esercitarci a vedere l’impossibile, senza farci frenare da pensieri tipo: “Io non ho fantasia”. Essere creativi è “biologico” e tutti possiamo arrivarci lasciando da parte i pregiudizi.

 

Guardati in modo diverso e scoprirai nei tuoi limini una porta d’accesso all’impossibile.

 

Nelle tradizioni di natura, dall’alchimia al sufismo, l’uso delle formule psichiche è uno straordinario esempio dell’utilizzo creativo della parola. Volete sperimentarlo a vostro vantaggio quando siete tristi o arrabbiati? Per cambiare il mood negativo in positivo, immaginate di sovrapporre queste parole alle seguenti parti del corpo: Namas-ano, Syaha-sesso, Vasat-gambe, Hum-natiche, Vausat-colonna vertebrale, Phat-gola, Aum-cervello. Sentite che i suoni vibrano nelle diverse zone corporee e immaginate di percepire un piacere intenso. Le aree interessate dalle vibrazioni prederanno, una dopo l’altra, a riscaldarsi e vibrare finché vi sentirete più rilassati, ritemprati, sereni.

 

Il dolore, come la gioia, fa parte del vivere. Nella nostra società terapeutizzata è considerato un’anomalia da eliminare, ma altre culture ci insegnano a usarlo come risorsa.

 

Sviluppando la creatività diamo voce alla mente non logica, capace di intuire le potenzialità che si celano in ogni apparente negatività.

 

La nonterapiaultima modifica: 2007-05-31T11:06:15+00:00da bracca82
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2 pensieri su “La nonterapia

  1. Nn so se hai visto dal mio blog ma condividiamo la stessa passione. Io però prediligo l’erboristeria, anche se nn disdegno l’omeopatia. Da sempre ho avuto una certa curiosità, poi un giorno incontrai il mio attuale riflessologo, un signore di 70 anni ma dovresti vedere che vitalità, e durante le nostre sedute ha cominciato a spiegarmi alcune erbe e le sue proprietà. Da allora mi curo, per quanto mi è possibile, con le erbe. E tu? Raccontami un po.. come è nata questa tua passione? baci. vivi

  2. E’ bellissimo quello che scrivi! Proverò sicuramente a svolgere gli esercizi che proponi, sono pratiche che mi affascinano molto e che vorrei sempre approfondire. Da tempo mi dedico al Reiki, sto avanzando attraverso i vari livelli per accompagnare un percorso di rinascita che è scaturito un anno fa proprio da un dolore, addirittura una devastazione emotiva. Anch’io ho saputo gestire quel dolore per estirpare da me stesso radici di negatività, paura, ansia che oramai albergavano in me da anni, soffocando la mia vera identità senza che io ne fossi consapevole. Mi piace credere che il dolore che ho provato (e che razionalmente provo tutt’ora, a momenti…) non sia stato un caso nella mia vita, ma che Qualcuno o Qualcosa abbia organizzato tutti gli avvenimenti affinché io potessi reagire come sto reagendo, sciogliendo così anche tanti altri nodi che stringevano il mio Essere.
    Ti mando un abbraccio di Luce!
    dado
    😉

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