Assecondare la forza vitale

 

Nella medicina tradizionale cinese la stanchezza sono Xu Lao, dove Xu significa vuoto e Lao astenia. Rivela un vuoto d’energia ed è un segnale che non dovremmo sottovalutare, tenendo conto anche dei suoi diversi risvolti: sul piano psichico, la spossatezza è spesso legata al senso di frustrazione mentre a livello fisico viene vissuta come un limite, che non permette di fare quello che vorremmo. C’è anche una stanchezza dovuta a malattia e stress, che va valutata dal medico. Anche se siamo abituati a distinguere l’affaticamento fisico da quello nervoso, non dimentichiamo che l’origine è sempre cerebrale e coinvolge il piano fisico, psichico e intellettuale in modi diversi a seconda dei punti deboli della persona.

 

Nella nostra società iperproduttiva tutti si sentono in dovere di fare di più, sempre di più. Si ha paura d’essere messi fuori gioco (chi si ferma è perduto!) e non ci si sente in diritto di lavorare meno o di fermarsi almeno un’ora per pranzare. Fin dalla nascita siamo condizionati a essere iperattivi e, nonostante la natura abbia impiegato milioni di anni per dotarci di un sistema di equilibrio interno, veniamo riprogrammati su valori che frantumano il nostro benessere. Nel conflitto che sorge tra questi due imperativi, quello naturale e quello culturale, affonda le radici il nostro male di vivere, effetto di una tensione interna così forte da riflettersi anche esteriormente su tutto l’organismo.

 

Il cervello ha bisogno di un equilibrio nervoso per mantenersi efficiente. Se il riposo diventa insufficiente, questo equilibrio si rompe, s’indebolisce l’efficienza dei nostri apparati di difesa e si diventa più suscettibili alle malattie.

 

Non esiste un modo giusto o sbagliato per contrastare la fatica. L’errore è rinnegarla, rifiutarla, oppure prendere una medicina che tiri su senza agire sulle cause del problema. Per affrontare la fatica bisogna accettarla e riconoscere la necessità di un rilassamento dopo ogni sforzo. Da noi si pensa che il relax porti via tempo, ma resistere alla fatica abbassa le possibilità di concentrazione mentre il giusto riposo sviluppa le capacità di recupero.

 

Durante la notte le energie di difesa circolano in profondità e non in superficie come avviene di giorno, ma chi dorme male non può beneficiare di questo processo. I risvegli difficili, così come la difficoltà di addormentarsi, segnalano un riposo di cattiva qualità, che difficilmente potrà reintegrare la vitalità e combattere in modo efficace la fatica. In agopuntura è fondamentale la cura dell’insonnia, che si può trattare già in 3-4 settimane, anche se la lunghezza della terapia è in proporzione al tempo di esistenza del disturbo.

 

La siesta deve il suo nome al latino sexta, l’ora che scandiva mezzogiorno ed e una necessità fisiologica. L’organismo è programmato per due periodi di sonno: quello più lungo, notturno, e un sonnellino tra le due e le quattro del pomeriggio. Bastano venti minuti per ricaricarsi, che però vanno sfruttati ad arte.

 

Non sempre è necessario dormire. La pennichella è vietata a chi soffre d’insonnia: meglio chiudere gli occhi, fare lunghi respiri e distendere la nuca appoggiata sulle mani incrociate tenendo le braccia alzate, così la cassa toracica si “apre” e si respira meglio.

 

Non a letto, perché la memoria corporale associa il letto al lungo sonno e spinge a dormire più di quanto serve.

 

Il momento ideale per la pausa è quello in cui l’energia cala: la fatica è ciclica e sopravviene ogni 90-120 minuti.

 

Neppure i bambini sfuggono alla stanchezza generale e, già da piccoli, sembrano provati da una fatica più grande di loro. Non c’è da stupirsi se pensiamo a come vengono programmate in modo incalzante le loro giornate. Tra scuola, lezioni di musica e allenamenti sportivi non hanno più tempo da dedicare all’ozio e al gioco e dormono poco. Noi, da piccoli, ci coricavamo prima delle nove, mentre oggi a quell’ora molti stanno ancora cenando. I genitori tornano tardi dall’ufficio e lasciano che i piccoli stiano alzati per passare almeno un po’ di tempo con loro. Il rischio è trascinare anche i figli nel surmenage degli adulti, dimenticando che, per crescere sani, i bambini hanno bisogno di dormire almeno nove ore a notte, mangiare a orari regolari e avere, ogni giorno, del tempo per non fare assolutamente nulla.

 

Assecondare la forza vitaleultima modifica: 2007-05-31T18:03:08+00:00da bracca82
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