La ginnastica della risata

 

Ridere è l’esercizio fisico e mentale più completo a disposizione. Si pratica a tutte le età e in qualunque luogo; le occasioni in cui è opportuno astenersi si contano sulle dita di una mano. Non ha bisogno di allenamento, non causa indolenzimento muscolare o rottura di arti, non servono attrezzature costose o istruttori. Ciascuno di noi può ridere in modi diversi e per le ragioni più disparate.

 

Ridere è un atto tipicamente “umano” che ha una base irrazionale e istintiva, dove la mente ha, o dovrebbe avere, un ruolo di secondo piano. È un piacere primario (come mangiare), che non tiene conto dei freni inibitori: in certe situazioni è impossibile trattenersi.

 

Ridere è considerato un atto profondamente “rivoluzionario” e destabilizzante, che cambia le carte in tavola: fino a un attimo prima tutto è calmo, sicuro, razionale, spiegabile. Poi la faccia si scompone, la parola si spezza in gola e non c’è altro da fare che abbandonarsi all’ilarità.

 

Le barzellette, le battute umoristiche, le gag comiche si basano su questo meccanismo. Si prende una situazione razionale e la si ribalta completamente facendola entrare nel regno della follia, dell’imprevisto.

 

Tutto si basa su una teoria chiamata the motion creates emotion, cioè l’azione crea emozione: se il corpo mette in scena le felicità, la mente lo segue.

 

Se ti sforzi di ridere, avvii un circolo virtuoso che ti porta a cercare sempre più occasioni di divertimento. Il riso è contagioso quanto lo sbadiglio.

 

Nei Club della risata si pratica l’hasya yoga, lo yoga della risata; in tutto il mondo aumentano le associazioni che portano la gelotologia (la scienza della risata) negli ospedali pediatrici. In Italia opera la federazione delle associazioni Ridere per vivere (www.riderepervivere.it, oppure il libro Anime con il naso rosso, di Leonardo Spina e Sonia Fioravanti, Armando Editore, 16€): si occupa della formazione dei clown dottori, volontari che si occupano di aiutare i piccoli malati a ritrovare il sorriso.

 

Imparare a ridere anche senza un vero motivo equivale ad avere sempre a disposizione una scorta infinita di endorfine, le sostanze naturali che ci aiutano a superare i momenti di stress. Ridendo per 10-15 minuti al giorno si bruciano circa 40 calorie.

 

Una bella risata è anche uno strumento di seduzione ed è una misura della salute della coppia. Nelle terapie di coppia l’affiatamento nei motivi di ilarità è una variabile importante. Due persone che, a dispetto del momento difficile che sta attraversando la relazione, continuano a lasciarsi andare insieme al riso, hanno ottime capacità di recupero.

 

Non tutti ridiamo allo stesso modo. Se il divertimento ci coinvolge fisicamente e in modo totale, i benefici sono maggiori.

 

Si può fare un paragone con la respirazione: quando ridiamo con tutto il corpo, tenendoci la pancia, sentendo le vibrazioni che scuotono ogni fibra, è come se facessimo una respirazione profonda, con l’aria che dai bronchi scende fino a riempire l’addome. In questo modo lasciamo che l’emozione “entri” davvero in noi.

 

Ridere fa bene alla pelle perché accelera il respiro e aumenta la quantità di ossigeno nel sangue. La circolazione migliora, arriva più nutrimento ai tessuti e le cellule si rinnovano. Si dilatano i vasi sanguigni in prossimità della superficie cutanea: una bella risata ti fa diventare colorita come una mela matura, mentre le persone che ridono poco sono spesso pallide e con un colorito grigiastro.

 

Di fronte a un viso che ride persino i muscoli volontari devono arrendersi. Anche se cerchiamo di controllare la nostra espressione, è molto difficile che davanti a un viso allegro riusciamo a tenere il broncio, perché abbiamo dei “neuroni specchio” che attivano la regione cerebrale responsabile del riconoscimento delle espressioni e che determinano un’imitazione immediata: se tu ridi, rido anch’io, che ne abbia voglia oppure no.

 

L’unica conseguenza negativa della risata sono le zampe di gallina: le rughette che si formano ai lati degli occhi quando il muscolo orbicolare li fa socchiudere. Si tratta di un muscolo involontario, che si attiva solo quando la risata è spontanea. Chi ride “a comando”, con la bocca ma non con gli occhi, ha poche zampe di gallina, ma non per questo risulta più attraente, anzi, ha una faccia troppo “liscia” che sembra un po’ finta.

 

La risata “vera” coinvolge soprattutto gli occhi, che si socchiudono. Una risata di gusto si riconosce anche dalle pupille che si dilatano, arrivando persino a circa quattro volte le loro dimensioni originarie (al contrario, quando si è arrabbiati, seccati, imbarazzati, si restringono). Gli occhi “grandi”, con le pupille dilatate, sono una caratteristica infantile che attira subito la benevolenza degli altri, ecco un altro motivo per il quale chi ride molto e spesso è più amato e coccolato di chi tiene per abitudine il muso.

 

Impossibile ridere senza mostrare i denti. Esiste un sorriso a labbra tirate, che nasconde la chiostra dei denti (è tipico di chi vuole nascondere un segreto, o sorride per convenienza), ma la risata è sempre a bocca aperta. Si tratta di un fatto abbastanza strano, perché nel mondo animale mostrare i denti è un segnale di aggressività (lo fanno i cani per spaventare gli avversari). Noi lo abbiamo trasformato in un gesto amichevole e “pacifista”.

 

Le labbra si sollevano e si incurvano a causa dello stiramento del muscolo zigomatico (che corre sul lato della faccia) e del muscolo quadrato del labbro superiore. Il risorio stira lateralmente gli angoli della bocca. Altri muscoli dei “dintorni” contribuiscono all’espressione del riso e del sorriso. Molte risate possono provocare un aumento della piega naso-geniena: un piccolo prezzo da pagare per un’espressione felice.

 

Ridendo si liberano le vie aeree superiori. Per azione del sistema nervoso parasimpatico si provoca un rilassamento muscolare delle fibre dei bronchi e si può alleviare una crisi d’asma.

 

Ogni risata, anche la meno “sentita”, ha un effetto benefico, perché stimola l’attività elettrica della “zona della felicità”, che si trova nell’emisfero sinistro del cervello. È un ottimo antidepressivo a costo zero e senza effetti collaterali.

 

Per abbassare la frequenza cardiaca (e calmare il batticuore e gli stati ansiosi) non c’è niente di meglio di una sana risata. Basta un solo minuto di divertimento per ottenere un effetto-relax di quarantacinque minuti.

 

Il buonumore ha un provato effetto antistress. È un’ottima terapia “di sostegno” per tutti i disturbi gastrici che possono avere anche una componente emotiva, legata allo stress, prima di tutte l’ulcera, ma anche la colite. Un tempo i sovrani mangiavano accompagnati dai lazzi dei giullari: avevano già capito che una risata favorisce la buona digestione.

 

Ridere stimola gli antidolorifici naturali del corpo, le endorfine. Una cura a base di film divertenti può essere sufficiente a guarire dalla spondilite anchilosante, una malattia reumatica molto grave e dolorosa.

 

Chi trattiene le emozioni, felici o dolorose, forse si risparmia qualche ruga, ma finisce per “ingorgarsi” di sensazioni inespresse. È come se il timore di “sprecare” energie impedisse di lasciarsi andare. Più ci si sfoga, più l’energia si autoalimenta. Molte risate portano molta ricchezza emotiva e sociale; chi ride poco (o non piange mai), trasmette un’idea di grettezza.

 

Se ci si sforza di sorridere e ridere poco, si finisce per favorire i sentimenti negativi, che si riflettono sull’espressione e persino sulla postura. Una faccia indifferente o arcigna, è respingente.

 

Alla fine, con il passare degli anni, il rischio è di ritrovarsi la “faccia da bulldog”, con gli angoli della bocca rivolti all’ingiù come quella dei cani di questa razza.

 

Le donne apprezzano molto il senso dell’umorismo in un corteggiatore. La capacità di far ridere viene percepita inconsapevolmente come un tratto dominante: l’uomo che sa divertire sarà capace di fare anche molte altre cose. Una donna molto spiritosa può essere vissuta come una minaccia alla virilità: meglio se, invece di far ridere, apprezza le battute del suo partner. I maschi amano anche le battute grevi, mentre le donne sembrano più raffinate, ma in privato le cose cambiano: tra amiche ci si scambiano spesso battutacce “pesanti”: tanto meglio se si riferiscono proprio ai nostri adorati compagni di vita.

 

La ginnastica della risataultima modifica: 2007-05-25T14:54:22+00:00da bracca82
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