LA BIODANZA

 

La biodanza è stata creata nel 1960 da Rolando Toro, professore di antropologia medica a Santiago del Cile, per aiutare i soggetti colpiti da disturbi psichici. Quando provavano emozioni su ritmi musicali scelti, notò che lo stato dei malati migliorava e pose così i primi principi della "psicodanza". Nel 1977, quando la tecnica diventa accessibile a tutti, viene ribattezzata "biodanza" e comincia a diffondersi in Europa. Oggi esistono numerose scuole di formazione in Francia, Italia, Inghilterra, Svizzera e Belgio.


Nessuna sequenza di passi complicata, né movimenti imposti. Ognuno si esprime in totale libertà. Lo scopo è trovare il gesto che traduce al meglio le proprie emozioni per facilitare creatività, apertura verso gli altri e spontaneità.


Letteralmente "danza della vita", la biodanza è un sistema di sviluppo umano, un lavoro di crescita personale attraverso la musica e il movimento di gruppo.


Il gruppo permette a ciascun partecipante di sentirsi protetto, ma allo stesso tempo di comunicare agli altri le difficoltà, i desideri e la voglia di cambiamento. Grazie a una serie di esercizi liberi ognuno può, risvegliando e sviluppando le potenzialità innate, riattivare le proprie forze vitali e sciogliere le tensioni. Non vi è alcuna pretesa di lavoro psicologico. Unica scommessa di questa disciplina è lavorare sui cinque poli fondamentali (vitalità, affettività, creatività e trascendenza) per migliorare spontaneità, fiducia in sé e apertura verso gli altri. La biodanza non cerca di risolvere le difficoltà delle persone, ma mette in risalto le loro parti sane. Parte dal principio che più queste diventano grandi, più la parte oscura che abita in noi tende a scomparire. Il ruolo dei facilitatori non è di curare ma di "facilitare" a chiunque l'accesso al tutto, a seconda del proprio potenziale creativo e della ricchezza interiore. Nella biodanza si riscatta il piacere di muoversi perché ogni movimento artistico è anche vitale e deriva da un'emozione. Tanto più sarà connesso con le sensazioni, maggiore sarà la fluidità del movimento. Lo scopo è esprimere la propria vivencia, cioè il proprio "istante vissuto intensamente", caricato dell'emozione del "qui e ora".


Per seguire i corsi non bisogna avere conoscenze di danza o attitudini fisiche particolari: si rivolge a tutti, senza distinzione d'età. È un processo di trasformazione progressivo utile sia a chi cerca una tecnica di sviluppo personale che non passi dalla parola e dal pensiero, ma dal movimento e dai benefici della musica, sia a persone con problemi di insicurezza, difficoltà a stabilire legami profondi e sintomi psicosomatici. I corsi non dedicano molto tempo alla parola. All'inizio della seduta il facilitatore spiega a livello teorico il lavoro che si andrà a svolgere. Poi lascia ai partecipanti qualche minuto per condividere i loro vissuti ed evocare gli effetti degli esercizi dell'incontro precedente. Il ruolo del facilitatore consiste allora nell'ascoltarli, senza giudicare.


Ritmi base, latini, jazz, classici, colonne sonore di film. La proposta musicale è vasta a seconda del tipo di emozione che si vuole evocare e fare esprimere. Ogni esercizio ha una musica specifica.


All'interno di ogni incontro si ascoltano diversi tipi di musiche a seconda dei vari momenti. Ciascun appuntamento settimanale dura due ore circa e inizia con i partecipanti che si mettono in cerchio e si danno la mano. In questo modo ognuno trova il proprio posto nel gruppo e attinge l'energia necessaria per mettersi in movimento. Subito i ballerini si lanciano in improvvisazioni in assoli, in coppia o in gruppo seguendo ritmi che stimolano sia il divertimento sia la serenità. Per aiutarli, il facilitatore dà loro indicazioni prima di fare una dimostrazione di qualche secondo. Questo permette ai ballerini di comprendere la dinamica dell'esercizio, ma di interpretare il tema secondo il loro modo d'espressione. In questo modo possono liberarsi da tutte le rigidità corporee senza imposizioni.


Attraverso centinaia di esercizi, la biodanza mira a sviluppare le cinque funzioni fondamentali della vita, le cinque "linee di vivencia".


·        Vitalità. Musiche dinamiche sono associate a temi evocanti il gioco: marce, sincronizzazioni ritmiche, respirazioni danzanti ecc. Il loro scopo è condurre chi danza a rafforzare la propria motivazione, a vivere lavorando sul recupero del ritmo e dell'energia vitale. È la componente che dà ritmo alla vita. Il solo camminare a ritmo di musica permette di sentirsi subito più attivi, dinamici e consapevoli della propria forza vitale. Aumentare la propria energia o andare a cercare il proprio bambino interiore aiuta a gettare uno sguardo pieno di vivacità sulla propria vita. Agisce sul corpo intero donando una sensazione di maggiore benessere.


·        Affettività e sessualità. Per incoraggiare la capacità innata di provare amore, solidarietà, fratellanza, senso di appartenenza e sviluppare le potenzialità sessuali, il metodo raccomanda di passare agli "incontri": esercizi da realizzare in due con sottofondo di una musica dolce. Ballare faccia a faccia, mano nella mano o semplicemente attaccati alla punta delle dita mira a trasmettere tenerezza, rispetto, desiderio e piacere, dando e ricevendo amore "gratuitamente". Talvolta queste pratiche terminano con abbracci calorosi. Gli esercizi di intimità, in cui il ritmo viene passato attraverso il movimento delle braccia e delle mani, permettono di esprimersi insieme e di costruire in coppia un movimento. Aiuta a sviluppare la propria capacità di vivere il piacere con tranquillità, permettendo di sciogliere le tensioni corporee legate allo stress. Nessun movimento è obbligatorio e ognuno è libero di fermarsi quando lo desidera.


·        Creatività e trascendenza. Si tratta di imparare a liberare la spontaneità e ad andare oltre il proprio ego. I "cerchi di trasformazione", per esempio, permettono a ciascun individuo di provare a lasciare il proprio partner per andare a ballare con altri. Un modo di osare, di ascoltare il proprio istinto migratorio e di liberare le emozioni, lasciando dissolvere la corazza che ci si costruisce per proteggersi. Capita a volte che alcune musiche suscitino crisi di pianto. L'importante è accogliere le lacrime in serenità perché sii sta lavorando sulla gioia di vivere e le persone, dopo una lezione, tornano a casa più ricettive e ricche di calore umano.


Attraverso cerchi, esercizi con salti, danze lente o dinamiche che portano nomi di animali, la biodanza lavora anche con i bambini su tre principali aspetti della personalità: vitalità, creatività e affettività. Miglior coordinamento motorio, maggiore capacità di concentrazione a scuola, superamento delle inibizioni. Nei bambini i benefici del metodo sono visibili in tempi brevi. Mimare scene, animali o personaggi su basi di musica classica, jazz, latino-americana o melodie ludiche favorisce la loro espressività. Ballare la "tigre" regola l'aggressività, sviluppa la forza e la determinazione. Fare il "cavallo" insegna a dosare i propri sforzi. Fare l'"airone" incoraggia a prendere il volo, ad avere fiducia in sé, a sentirsi liberi e leggeri. La maggior parte dei corsi per i più piccoli si svolge nelle scuole, soprattutto nel Nord Italia.


 


Info:


Centro Studi Biodanza – Via Fornace 15 – S. Lazzaro di Savena (BO) – www.biodanzabologna.itinfo@biodanzabologna.it


Gli indirizzi delle scuole di biodanza in Italia e nel mondo sono reperibili sul sito www.biodanza.it

LA BIODANZAultima modifica: 2007-03-29T15:22:53+00:00da bracca82
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